“L’empatia verso il paziente è tutto”: intervista a Eliana Rotta

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“L’empatia verso il paziente è tutto”: intervista a Eliana Rotta

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Eliana Rotta, docente AIMO di Tecniche Osteopatiche Funzionali e Session Leader in CFTO, ci spiega qual è il ruolo dell’empatia nel rapporto col paziente e cosa vuol dire essere docente

 

Ci parli un po’ di lei: qual è stata la sua formazione professionale?

Dopo il diploma di maturità nel 1994 ho deciso di intraprendere la formazione osteopatica presso la prima scuola di osteopatia a tempo pieno in Italia (ISO). Dal 2000, anno in cui mi sono diplomata come osteopata, ho intrapreso il mio percorso lavorativo sia clinico che accademico diventando, dal 2001 al 2005, assistente di osteopatia fasciale, materia che insegno dal 2012.

Per quanto riguarda la pratica clinica, dal 2004 ad oggi ho collaborato con studi odontoiatrici di Milano per problematiche gnatologiche.

La mia pratica clinica si rivolge dai bambini agli adulti, sia per problematiche posturali e traumi sportivi, sia per sintomi di tipo occupazionale come cervicalgie e lombalgie.

Ho un mio studio privato in corso Venezia a Milano e collaboro una volta a settimana con lo studio FZ di Carnate (MB).

Presso AIMO sono tutor clinico e insegno Tecniche Osteopatiche Funzionali. Rivesto anche il ruolo di Session Leader per CFTO.

 

C’è un ambito dell’osteopatia che le interessa particolarmente?

Ho una visione olistica dell’osteopatia: questo modo di pensare mi ha permesso di crescere come terapeuta diversificando i diversi approcci e le diverse tipologie di pazienti. Avere un’ampia visione delle cose mi aiuta anche nella vita: non a caso una delle mie passioni più grandi è fare lunghe camminate in montagna, trascorrendo del tempo in comunione con la natura.

Quello che mi soddisfa nel mio lavoro sia da docente che da Tutor, Session Leader è vedere la crescita personale e professionale degli studenti, soprattutto quando si seguono nei diversi anni.

Per questa ragione il ruolo che prediligo è quello di Session Leader, poiché in clinica si riesce ad instaurare un rapporto personale docente-studente più profondo rispetto alla docenza in aula. La clinica in sé riveste un ruolo fondamentale: è l’applicazione pratica di ciò che gli studenti apprendono nelle materie teorico-pratiche. Riuscire a trasmettere la mia esperienza ventennale e aiutarli a costruire la loro professionalità è molto stimolante e gratificante per me.

Nel tirocinio pratico con gli studenti cerco sempre di focalizzare l’attenzione sulla comunicazione col paziente e sull’empatia: credo siano fattori essenziali per la presa in carico del paziente.

 

Qual è la soddisfazione più grande nel lavoro in CFTO?

Il rapporto diretto con chi viene a trovarci presso il Centro di Formazione e Tirocinio Osteopatico. Nel tempo ho ricevuto diverse comunicazioni da parte dei pazienti che hanno riferito di essersi sentiti ben accolti e ascoltati sia dagli studenti che dai tutor: questo è un aspetto che mi ha sempre colpito positivamente perché credo sia il primo passo verso la guarigione.

Nel corso dei miei 8 anni in CFTO ho constatato che se il team di tutor e studenti lavora con obiettivi comuni, si crea un clima di accoglienza che viene positivamente percepito e apprezzato dai pazienti.