Le coliche gassose sono tra i problemi più frequenti nei neonati, seconde solo al reflusso gastroesofageo. Come riconoscerle e in che modo può essere d’aiuto l’osteopatia? Ne parliamo in questa news dedicata alle coliche gassose nel neonato e ai benefici dell’osteopatia.
Come riconoscere le coliche nel neonato
Tra le più grandi difficoltà di un neo genitore c’è quella di comprendere il proprio neonato che non parla e ha un unico modo di comunicare: il pianto.
Tuttavia, il neonato usa il pianto per esprimere qualsiasi bisogno. Quindi, un genitore imparerà a comprenderlo per esclusione e tentativi: verificando se si tratta di fame, se il pannolino è pulito o meno oppure se ha sonno o semplice bisogno di contatto. Una volta escluse tutte queste motivazioni, quando si è certi che il pianto del neonato è causato dalle coliche?
In generale il neonato “con le coliche” si comporta in questo modo:
- risulta irrequieto e irritabile
- piange in modo inconsolabile e diventa rosso in viso
- tiene i pugni chiusi
- si contrae sollevando le gambe verso l’addome
- inarca e irrigidisce la schiena e gli arti
Sintomi e cause delle coliche
La prima cosa da sapere è che le coliche gassose nel neonato sono una sindrome dolorosa acuta di notevole intensità, che a causa della contrazione spastica della parte muscolare nella zona addominale, provoca un forte dolore improvviso e molto forte. Di solito si presentano nelle ore serali e migliorano con il transito intestinale e l’evacuazione. Non esiste una certezza scientifica sulle cause delle coliche gassose, ma esistono varie ipotesi:
- presenza di gas nelle anse intestinali dovuta alla deglutizione eccessiva di aria in fase di allattamento
- attivazione di meccanismi neurofisiologici che fanno aumentare le contrazioni intestinali
- rallentamento del transito intestinale con conseguente stipsi e stitichezza
- allergie o intolleranze alimentari
I benefici dei trattamenti osteopatici
Partendo dal presupposto che il ventaglio di farmaci somministrabili ad un neonato è molto ridotto, le coliche non sono nemmeno riconosciute come una patologia e vengono generalmente trattate esclusivamente con integratori.
Come può essere d’aiuto l’osteopatia? Anche con i neonati, l’approccio osteopatico parte sempre da una visione globale del corpo. E in questo specifico caso, le coliche e l’intestino non devono essere considerate le uniche cose da valutare nei lattanti. Proprio per questo motivo il trattamento osteopatico nella cura delle coliche neonatali parte spesso dal cranio e dal segmento cervicale alto, in quanto è necessario intervenire sulle zone in cui vi è il passaggio dei nervi responsabili della coordinazione (nervo vago) e della suzione o mobilità intestinale. Con questi dolci tocchi si cerca di decomprimere la zona e di conseguenza si agisce, tramite dei feedback neurologici, sull’area addominale.
Un’altra area da valutare è la colonna del neonato: nello specifico l’osteopata agisce sul complesso articolare chiamato OAE, occipito-atlante epistrofeo, che fornisce il passaggio al nervo vago.
Il trattamento osteopatico andrà ad intervenire anche sulle vertebre di transizione del tratto dorsale e dorso-lombare responsabili dell’innervazione dell’intestino cercando di agire direttamente sulle tensione delle pareti viscerali al fine di stimolare il passaggio dell’aria intestinale e il transito delle feci.
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